Lombardia · Alto Adige · Trentino

Parco Nazionale
dello Stelvio

Ghiacciai, torrenti e valli profonde intorno all’Ortles-Cevedale: un unico paesaggio alpino attraversa tre territori e custodisce natura, memoria e culture di montagna.

Istituito1935
Superficie130.734 ha
Quota massima3.905 m
Territori3
Gran Zebrù, Zebrù e Ortles dalla Val di Zai · Foto: Whgler / Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · ridimensionata e convertita

Perché andarci

Tre territori,
un’unica montagna

Lo Stelvio è un parco di scala alpina: dalle quote abitate del fondovalle sale oltre i tremilanovecento metri dell’Ortles, passando per boschi, pascoli, rocce e ghiacciai.

Istituito nel 1935, unisce il settore lombardo dell’Alta Valtellina, le valli altoatesine intorno a Solda e Martello e quelle trentine di Rabbi e Peio. Ogni accesso ha un carattere diverso, ma acqua, fauna e grandi montagne raccontano lo stesso ecosistema.

3territori alpini
≈ 3.300 mdi sviluppo altimetrico
3.905 mcima dell’Ortles
1935anno di istituzione
Monte Cevedale dalla Val Martello · Foto: Paolo Carboni / Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · versione convertita

Il territorio

Valli diverse,
orizzonti condivisi

Il massiccio Ortles-Cevedale è il cuore geografico del parco. Intorno, ogni valle costruisce un accesso diverso alla montagna: alcune salgono tra baite e lariceti, altre seguono torrenti, cascate e morene.

01
Alta ValtellinaValfurva, Val Zebrù, Valle dei Forni e i versanti di Bormio
02
Solda e TrafoiValli ai piedi dell’Ortles e del Gran Zebrù, tra boschi e alta montagna
03
Val MartelloUn lungo corridoio alpino verso il Cevedale e i suoi ghiacciai
04
Rabbi e PeioCascate, acque termali, lariceti e valloni del settore trentino

Da non perdere

Quattro esperienze
che raccontano il parco

Dalle grandi cime alle tracce della vita quotidiana, lo Stelvio si comprende alternando panorami d’alta quota e soste nei fondovalle.

01

Ortles e Gran Zebrù

Le montagne simbolo dominano il parco e accompagnano molti itinerari senza richiedere necessariamente una salita alpinistica.

02

Ghiacciai e morene

I sentieri glaciologici di Solda e Martello aiutano a leggere il paesaggio e i segni del cambiamento climatico.

03

Val Zebrù e Forni

Baite, pascoli e torrenti conducono nel cuore del settore lombardo, con ampie possibilità di osservare la fauna.

04

Rabbi e Peio

Cascate, lariceti e centri visita raccontano il versante trentino con proposte adatte anche a una prima scoperta.

A passo d’uomo

Tre sentieri
per cominciare

Un itinerario per ciascun territorio del parco, scelto da fonti ufficiali per mostrare tre modi diversi di entrare nel paesaggio dello Stelvio.

01Escursionistico

Niblogo · Valfurva

Val Zebrù

Tempo 5 h 10’Dislivello +1.277 m

Dodici chilometri lungo una delle valli simbolo del settore lombardo, tra boschi, baite storiche, pascoli e pareti del gruppo Ortles-Cevedale.

Dettagli dalla fonte ufficiale ↗
02Escursionistico

Rifugio Genziana · anello

Sentiero glaciologico Val Martello

Tempo 4 oreDislivello +600 m

Un anello di 10 km in nove tappe conduce tra cascate, morene, rifugi e tracce lasciate dal ritiro dei ghiacciai nell’alta Val Martello.

Dettagli dalla fonte ufficiale ↗
03Medio

Località Coler · Val di Rabbi

Giro delle Cascate di Saènt

Tempo 3 oreDislivello +430 m

Un percorso di 6,9 km tra lariceti, salti d’acqua e il Centro Visitatori Stablet, nel cuore del versante trentino del parco.

Dettagli dalla fonte ufficiale ↗

Prima di partire Neve residua, movimenti dei versanti e lavori possono limitare i percorsi anche in estate. Verifica sempre percorribilità, meteo e attrezzatura necessaria sulle fonti locali.

Quando andare

La quota decide,
la stagione accompagna

Nello stesso giorno il fondovalle può essere primaverile e l’alta montagna ancora invernale. La scelta dell’itinerario deve partire sempre da quota, esposizione e condizioni reali.

PrimaveraFondovalle in ripresa, ma neve e ghiaccio persistono in quota.aprile — giugno
AutunnoLarici dorati, aria limpida e giornate più corte da pianificare con cura.settembre — ottobre
InvernoPaesaggi silenziosi, ciaspolate e attività soltanto su percorsi preparati.novembre — marzo

Il paesaggio che cambia

I ghiacciai,
memoria fragile

I ghiacciai dello Stelvio non sono soltanto scenari spettacolari: alimentano torrenti, modellano le valli e conservano una memoria visibile del clima alpino.

Morene, rocce appena scoperte e acque di fusione raccontano un ambiente in rapido mutamento. I sentieri glaciologici aiutano a osservarlo da vicino senza trasformare l’escursione in un’avventura improvvisata.

Resta sui percorsi indicatiNon avvicinarti a fronti glaciali, grotte di ghiaccio o corsi d’acqua in piena: terreno e portate possono cambiare rapidamente.
Ambiente glaciale in Valfurva · Foto: gian luca bucci / Wikimedia Commons · CC BY 3.0 · ridimensionata e convertita

Organizza il viaggio

Le informazioni
che servono davvero

Come arrivare

Lo Stelvio ha più porte d’accesso: Alta Valtellina, Val Venosta, Val Martello, Val di Rabbi e Val di Peio. Scegli prima il settore; i passi dello Stelvio e del Gavia sono stagionali.

Indicazioni ufficiali ↗

Dove dormire

Bormio e Valfurva, Solda e la Val Martello, Rabbi e Peio sono le basi principali; rifugi e strutture di valle permettono soggiorni molto diversi.

Scegli dove dormire →

Dove mangiare

Formaggi d’alpeggio, segale, speck, pizzoccheri e sapori trentini cambiano con il versante e raccontano la pluralità del parco.

Scopri dove mangiare →

Regole importanti

Rimani sui sentieri, non disturbare la fauna e rispetta le indicazioni dei singoli settori. In alta quota, meteo e neve possono cambiare molto rapidamente.

Controlla i percorsi ↗

Informazioni verificate

Questa guida parte
dalle fonti ufficiali

Dati e itinerari sono stati confrontati sui portali dei settori lombardo, altoatesino e trentino. Prima della visita, verifica sempre condizioni e avvisi nel territorio da cui partirai.

Visita il portale ufficiale del Parco ↗