Abruzzo, Lazio e Marche · Appennino centrale

Parco Nazionale del
Gran Sasso
e Monti della Laga

La vetta più alta dell’Appennino, un altopiano sconfinato e montagne d’acqua: un parco di grandi orizzonti, borghi di pietra e natura d’alta quota.

Istituito1991
Superficie141.341 ha
Quota massima2.912 m
Comuni44
Corno Piccolo, Gran Sasso · Foto: trolvag / Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · ridimensionata

Perché andarci

Due montagne,
mille paesaggi

Il Gran Sasso alza sopra l’Appennino pareti calcaree, conche glaciali e il Corno Grande, che a 2.912 metri domina Campo Imperatore. Poco più a nord, i Monti della Laga cambiano materia e ritmo: arenarie, boschi, ruscelli e cascate.

Tra i due sistemi montuosi si apre un territorio vastissimo, distribuito tra Abruzzo, Lazio e Marche. Altopiani pastorali, tratturi, abbazie, castelli e borghi come Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte raccontano un paesaggio modellato insieme dalla natura e dalle comunità.

3regioni
5province
12distretti
2.912 mCorno Grande
Campo Imperatore · Foto: Lilloleonardo / Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · ridimensionata

Il territorio

Roccia, vento
e acqua

Tre gruppi montuosi compongono il parco. Il Gran Sasso è calcareo e severo; la Laga è più morbida e ricca di corsi d’acqua; i Monti Gemelli custodiscono gole, boschi e paesaggi carsici.

01
Gran SassoCorno Grande, Corno Piccolo, Campo Pericoli e le grandi pareti del massiccio
02
Campo ImperatorePascoli d’alta quota, laghetti, tratturi e orizzonti aperti tra le cime
03
Monti della LagaFaggete, arenarie, torrenti e cascate tra Monte Gorzano e il Ceppo
04
Monti GemelliMontagna dei Fiori, Montagna di Campli e Gole del Salinello

Da non perdere

Quattro luoghi
che cambiano prospettiva

Dall’alta montagna ai borghi, il parco alterna paesaggi grandiosi e tracce profonde di storia appenninica.

01

Campo Imperatore

Un altopiano vasto e luminoso, segnato da pascoli, laghetti e strade panoramiche ai piedi delle cime del Gran Sasso.

02

Corno Grande

La cima più alta dell’Appennino è una meta alpinistica: anche i suoi belvedere e sentieri d’accesso richiedono rispetto e preparazione.

03

Rocca Calascio

Una fortezza medievale sospesa sul crinale domina la piana di Navelli e le montagne circostanti con uno dei panorami più celebri d’Abruzzo.

04

Cascate della Laga

Morricana, Volpara e Cento Fonti raccontano una montagna diversa, dove l’acqua scende tra arenarie e faggete.

A passo d’uomo

Tre sentieri,
tre volti del parco

Un belvedere d’altopiano, un rifugio d’alta quota e una cascata nei boschi della Laga: percorsi diversi per scala, ambiente e impegno.

01Escursionistico

Campo Imperatore · andata e ritorno

Vado di Corno

Lunghezza 3 kmDislivello +250 m

Una salita progressiva dalle praterie di Campo Imperatore conduce a un affaccio spettacolare sul Paretone e sulle valli del versante teramano.

Dettagli sul portale del Parco ↗
02Escursionistico impegnativo

Prati di Tivo · Vallone delle Cornacchie

Rifugio Franchetti

Lunghezza 9 kmDislivello +750 m

Un itinerario di vera montagna sale al rifugio incastonato tra Corno Grande e Corno Piccolo, nel cuore roccioso del massiccio.

Dettagli sul portale del Parco ↗
03Escursionistico

Ceppo · Monti della Laga

Cascata della Morricana

Lunghezza 17 kmDislivello +600 m

Una lunga camminata tra faggete e ruscelli raggiunge il salto della Morricana, mostrando il volto più verde e ricco d’acqua della Laga.

Dettagli sul portale del Parco ↗

Prima di partire In alta quota neve residua, nebbia, vento e temporali possono cambiare rapidamente le condizioni. Verifica sempre percorribilità, impianti, viabilità e avvisi ufficiali.

Quando andare

La montagna,
stagione per stagione

Dislivelli e versanti producono climi molto diversi. La primavera arriva tardi sulle cime; l’estate apre molti itinerari d’alta quota, mentre l’autunno accende i boschi della Laga.

AutunnoFaggete colorate sulla Laga, luce limpida e giornate più brevi.settembre — novembre
InvernoNeve, ghiaccio, vento e valanghe richiedono preparazione specifica.dicembre — aprile

Un ritorno prezioso

Il camoscio,
di nuovo sulle vette

Il camoscio appenninico scomparve dal Gran Sasso alla fine dell’Ottocento. La reintroduzione avviata nel 1992 ha restituito alle praterie e alle rupi d’alta quota l’animale simbolo del parco.

Oggi i branchi frequentano pendii ripidi, cenge e pascoli. Osservarli è un privilegio: la distanza protegge gli animali e permette comportamenti naturali, soprattutto durante nascite e stagione degli amori.

Osserva senza inseguireResta sui sentieri, usa un binocolo, tieni i cani secondo le regole locali e non avvicinarti per ottenere una fotografia.
Gran Sasso dal Pizzo Cefalone · Foto: Idéfix / Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · ridimensionata

Organizza il viaggio

Le informazioni
che servono davvero

Come arrivare

Assergi e Fonte Cerreto servono il versante aquilano; Prati di Tivo quello teramano. Amatrice, Campotosto e Ceppo sono basi per la Laga.

Consulta gli accessi ufficiali ↗

Dove dormire

Borghi, agriturismi e alberghi sono diffusi nei diversi distretti; rifugi e strutture in quota vanno verificati e prenotati in anticipo.

Scegli dove dormire →

Dove mangiare

Lenticchia di Santo Stefano, Canestrato di Castel del Monte, Pecorino di Farindola e Mortadella di Campotosto raccontano il territorio.

Scopri dove mangiare →

Regole importanti

Non accendere fuochi, non abbandonare i percorsi, rispetta le aree sensibili e affronta l’alta montagna soltanto con esperienza e attrezzatura adeguate.

Controlla i sentieri ↗

Informazioni verificate

Questa guida parte
dalle fonti ufficiali

Dati, ambienti e itinerari sono stati verificati sul portale dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Prima della visita, consulta sempre gli aggiornamenti locali.

Visita il sito ufficiale ↗