Abruzzo · Lazio · Molise

Parco Nazionale
d’Abruzzo, Lazio
e Molise

Foreste antiche, montagne calcaree e borghi appenninici. Un rifugio essenziale per l’orso bruno marsicano, il lupo e il camoscio appenninico.

Istituito1922
Superficie≈ 50.500 ha
Quota massima2.249 m
SimboloOrso marsicano
Veduta dalla cima di Monte Amaro verso Camosciara e Monte Petroso · Foto: Alex Amariei / Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · ridimensionata e convertita

Perché andarci

Il cuore selvaggio
dell’Appennino

Da oltre un secolo questo parco protegge uno dei paesaggi più preziosi d’Italia: un mosaico di faggete, praterie, valli fluviali e montagne dove la natura conserva ancora ritmi propri.

Il territorio attraversa tre regioni e unisce l’Alto Sangro, la Marsica, la Val di Comino e le Mainarde. Pescasseroli ne è il centro storico, mentre borghi come Opi, Barrea e Civitella Alfedena sono porte d’ingresso ideali per esplorarlo a piedi.

3regioni
24comuni
158sentieri ufficiali
5faggete vetuste UNESCO
La Camosciara · Foto: rainwiz / Flickr, via Wikimedia Commons · CC BY 2.0 · ridimensionata e convertita

Il territorio

Tre regioni,
un’unica natura

Dalle valli abruzzesi dell’Alto Sangro ai boschi laziali della Val di Comino, fino alle Mainarde molisane, il parco cambia volto senza perdere la sua identità appenninica.

01
Alto SangroPescasseroli, Opi, Barrea e i paesaggi più conosciuti
02
Camosciara e Val FondilloIl nucleo storico tra faggete, torrenti e pareti rocciose
03
Val di CominoIl versante laziale, tra boschi e paesi di confine
04
MainardeIl volto molisano, più appartato e profondamente montano

Da non perdere

Quattro esperienze
che raccontano il parco

Luoghi diversi, uniti da foreste, acqua e una lunga storia di conservazione.

01

La Camosciara

L’anfiteatro roccioso da cui nacque il primo nucleo protetto, con brevi percorsi verso le cascate e accessi regolati alla riserva.

02

Val Fondillo

Una valle ampia e luminosa, attraversata da acque limpide e circondata da alcune delle faggete più preziose del parco.

03

Lago di Barrea

Un paesaggio d’acqua incorniciato dai borghi di Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena.

04

Le Mainarde

Crinali, boschi e sorgenti sul versante molisano, per scoprire il lato meno frequentato dell’area protetta.

A passo d’uomo

Tre sentieri
per cominciare

Dalla valle al paesaggio d’alta quota: tre itinerari ufficiali con impegno crescente. Controlla sempre eventuali limitazioni stagionali.

01Turistico

Opi · sentiero F2

Val Fondillo e Passaggio dell’Orso

Tempo 6 ore a/rDislivello +600 m

Una lunga ma accessibile immersione tra torrenti, radure e faggete, fino al valico che chiude una delle valli più amate del parco.

Dettagli sul sito del Parco ↗
02Escursionistico

Fonte Sambuco · sentiero K4

Barrea e Lago Vivo

Tempo 5 ore a/rDislivello +460 m

Dalla faggeta della Valle dell’Inferno alla conca carsica del Lago Vivo, sotto le cime del Petroso, dello Iamiccio e dell’Altare.

Dettagli sul sito del Parco ↗
03Escursionistico

Civitella Alfedena · sentiero I1

Val di Rose e Forca Resuni

Tempo 3 oreDislivello +845 m

Faggete, ghiaioni e praterie d’alta quota nel regno del camoscio appenninico. In alcuni periodi estivi l’accesso è regolamentato.

Dettagli sul sito del Parco ↗

Prima di partire Verifica percorribilità, meteo e regolamentazioni. Cammina sui sentieri segnati, in piccoli gruppi e senza disturbare la fauna.

Quando andare

Quattro stagioni,
quattro paesaggi

Primavera e autunno esaltano acqua e foreste; l’estate apre gli itinerari in quota, ma alcune aree sensibili possono richiedere prenotazione e guida.

PrimaveraTorrenti, cascate e fioriture. Neve residua e fango possono restare in quota.aprile — giugno
EstateGiornate lunghe e sentieri d’alta quota; verifica gli accessi regolamentati.giugno — settembre
InvernoBorghi, neve e itinerari da affrontare solo con preparazione adeguata.dicembre — marzo

Patrimonio vivente

Le faggete,
antiche e intatte

Cinque nuclei di foresta vetusta del parco fanno parte del patrimonio mondiale UNESCO. Qui alberi molto antichi, legno morto, funghi e piccoli organismi costruiscono ecosistemi di straordinaria complessità.

Questi boschi sono anche rifugio per orso bruno marsicano, lupo, cervo e numerose specie di uccelli. Attraversarli significa entrare in un ambiente delicato, da osservare senza lasciare tracce.

La fauna non si cerca da vicinoMantieni la distanza, non lasciare cibo e non abbandonare mai i sentieri autorizzati.
Torrente nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise · Foto: Lucius / Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · versione convertita

Organizza il viaggio

Le informazioni
che servono davvero

Come arrivare

Dalla A24/A25 si raggiungono i versanti abruzzesi uscendo a Celano o Pescina; dalla A1, l’uscita di Ferentino conduce verso Sora e Forca d’Acero.

Indicazioni ufficiali ↗

Dove dormire

Alberghi diffusi, piccoli hotel, campeggi e rifugi permettono di scegliere tra i borghi centrali e le porte più tranquille del parco.

Scegli dove dormire →

Dove mangiare

Formaggi, legumi, pasta fatta in casa e cucina pastorale raccontano i territori d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Scopri dove mangiare →

Regole importanti

I cani sono ammessi nelle aree consentite e devono essere sempre tenuti al guinzaglio. Zone e sentieri possono avere ulteriori limitazioni.

Consulta le regole ↗

Informazioni verificate

Questa guida parte
dalle fonti ufficiali

Dati, itinerari e regole sono stati verificati sul sito dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Prima della visita, consulta sempre gli aggiornamenti sulle condizioni locali.

Visita il sito ufficiale parcoabruzzo.it ↗